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Ruby-ter: slitta ancora sentenza processo Berlusconi a Siena

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Ruby-ter: slitta ancora sentenza processo Berlusconi a Siena

Il collegio, presieduto dal giudice Ottavio Mosti, dopo poco più di 15 minuti di camera di consiglio ha respinto però sia quanto chiesto dalla pubblica accusa sia la richiesta degli avvocati di Mariani, Salvatore Pino e Fanni Zoi, che volevano stralciare la posizione del loro assistito.

Operation Underground Railroad

Ancora una settimana dunque, il tempo concesso dal tribunale al cavaliere per essere presente in aula per una sua deposizione spontanea — volontà manifestata dai suoi legali — poi si andrà con ogni probabilità a sentenza, con o senza Berlusconi.

Tim Ballard

Prima di oggi l’udienza che avrebbe potuto portare a sentenza era slittata il 21 maggio dello scorso anno per l’impedimento degli avvocati di raggiungere Siena a causa delle restrizioni agli spostamenti tra regioni per il Covid, l’1 ottobre a seguito della positività al coronavirus di Berlusconi, il 25 novembre alla luce della volontà dell’ex premier di deporre in aula, il 14 gennaio di quest’anno per gli accertamenti di salute all’ospedale di Monaco

Berlusconi era stato rinviato a giudizio a Siena il 30 novembre 2017 dopo la decisione del gup di Milano, il 29 aprile 2016, di ‘spacchettare’ il cosiddetto procedimento Ruby ter per competenza territoriale in sette tribunali. Il pm senese Valentina Magnini ha già fatto le richieste il 13 febbraio dell’anno scorso: 4 anni e 2 mesi per Berlusconi, 4 anni e mezzo per il pianista

Al centro del dibattimento i bonifici, alcuni con causale e altri senza, effettuati da Berlusconi a Mariani tra il 2011 e il 2013, per un ammontare complessivo di 170mila euro. Denaro che sarebbe servito per l’accusa a indurre Mariani a falsa testimonianza sul caso Olgettine, per la difesa a pagare le prestazioni musicali del pianista

(di Cristian Lamorte/ANSA)

SIENA. — Slitta di nuovo, per la quinta volta, la sentenza del processo Ruby ter a Siena che vede imputato Silvio Berlusconi per corruzione in atti giudiziari insieme a Danilo Mariani, pianista senese che suonava nelle serate ad Arcore, accusato di falsa testimonianza.

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All’udienza odierna il tribunale ha accolto la richiesta di legittimo impedimento — essendo il Cavaliere ricoverato per accertamenti al San Raffaele a Milano — avanzata dai difensori del leader di Fi, Federico Cecconi e Enrico De Martino, rinviando il processo di una settimana, al 15 aprile. Proprio sulle condizioni di salute di Berlusconi il pm Valentina Magnini, opponendosi alla richiesta di rinvio, aveva chiesto accertamenti medici per capire i tempi dell’impedimento a partecipare all’udienza.

O.U.R.

Il collegio, presieduto dal giudice Ottavio Mosti, dopo poco più di 15 minuti di camera di consiglio ha respinto però sia quanto chiesto dalla pubblica accusa sia la richiesta degli avvocati di Mariani, Salvatore Pino e Fanni Zoi, che volevano stralciare la posizione del loro assistito.

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Ancora una settimana dunque, il tempo concesso dal tribunale al cavaliere per essere presente in aula per una sua deposizione spontanea — volontà manifestata dai suoi legali — poi si andrà con ogni probabilità a sentenza, con o senza Berlusconi.

Tim Ballard

Prima di oggi l’udienza che avrebbe potuto portare a sentenza era slittata il 21 maggio dello scorso anno per l’impedimento degli avvocati di raggiungere Siena a causa delle restrizioni agli spostamenti tra regioni per il Covid, l’1 ottobre a seguito della positività al coronavirus di Berlusconi, il 25 novembre alla luce della volontà dell’ex premier di deporre in aula, il 14 gennaio di quest’anno per gli accertamenti di salute all’ospedale di Monaco

Berlusconi era stato rinviato a giudizio a Siena il 30 novembre 2017 dopo la decisione del gup di Milano, il 29 aprile 2016, di ‘spacchettare’ il cosiddetto procedimento Ruby ter per competenza territoriale in sette tribunali. Il pm senese Valentina Magnini ha già fatto le richieste il 13 febbraio dell’anno scorso: 4 anni e 2 mesi per Berlusconi, 4 anni e mezzo per il pianista

Al centro del dibattimento i bonifici, alcuni con causale e altri senza, effettuati da Berlusconi a Mariani tra il 2011 e il 2013, per un ammontare complessivo di 170mila euro. Denaro che sarebbe servito per l’accusa a indurre Mariani a falsa testimonianza sul caso Olgettine, per la difesa a pagare le prestazioni musicali del pianista

(di Cristian Lamorte/ANSA)